“Osare di Più” (Ospitalità Sociale Assistita in Rete)

di La TENDA di ABRAHAM

Organizzazione

Nome dell'organizzazione

La TENDA di ABRAHAM

Città/Provincia

Castel San Pietro Terme / Bo

Settore

settore1

Sito Web

http://www.tendadiabraham.it

Pagina Facebook

Il Progetto

Nome del progetto

“Osare di Più” (Ospitalità Sociale Assistita in Rete)

Descrizione

Il progetto Osare nasce nel 2012 per fornire un sostegno mirato alle Nuove Povertà, in particolare a quei nuclei familiari non seguiti dai Servizi Sociali perché non gravemente disagiati, ma che a causa della recente crisi economica, si trovano in una condizione di fragilità economica e relazionale

Perché pensi che La Buona Vernice dovrebbe sostenere questo progetto?

“Osare” (Ospitalità Sociale Assistita in Rete) nasce da una speranza: vivere in una società più solidale e accogliente. Il progetto nasce dal lavoro in rete tra i Servizi Sociali, le istituzioni e soprattutto il Volontariato del Comune di Castel San Pietro Terme, utilizza una metodologia che si basa sull’aiuto qualitativo, sull’appoggio, il sostegno, la capacità di far maturare nelle persone gli strumenti necessari alla loro crescita, alla creazione di un percorso di vita autonomo, degno, soddisfacente. Il progetto tende così a riconoscere e a valorizzare quelle risorse che sono già parte integrante della comunità. “Osare” è quindi un esempio di “care in the community”, in cui le persone vicino all’utente, in questo caso i volontari, assumono un ruolo centrale nel prendersi cura di chi ha bisogno di aiuto e in cui i Servizi Sociali non si sostituiscono all’aiuto informale ma lo integrano e lo sostengono applicando la strategia operativa dell’empowerment. Il nostro lavoro si è focalizzato inizialmente nell'aiuto nella ricerca di nuovi alloggi e sul sostegno al pagamento del canone di affitto, ma nel corso degli anni è andato ben oltre, spostandosi verso il counseling familiare, il money tutoring e più in generale il sostegno mirato a rafforzare competenze sociali, genitoriali ed educative. Questa tipologia di aiuto che supera il mero sostegno economico è stata possibile grazie a quella che può definirsi la vera forza del progetto: la formazione dei volontari e l’accrescimento delle loro competenze nella gestione dei rapporti con le famiglie. Non solo questo ha consentito loro di sviluppare nuove competenze, grazie alle quali sono stati in grado di affrontare i casi che venivano presentati alla rete, ma ha anche aumentato la motivazione del gruppo, consolidato il legame tra le associazioni del territorio e ha infine avuto un effetto propulsivo in grado di avvicinare altre realtà dell’associazionismo originariamente non coinvolte. In particolare la collaborazione tra associazioni su un progetto concreto e realizzabile, coadiuvato da momenti altamente formativi si è rivelata una modalità di empowerment di comunità (attraverso le competenze, il consolidamento dei legami, la corresponsabilità e la prevenzione) rispondendo contemporaneamente alla necessità di pensare nuovi modi di fare welfare lontani dell’assistenzialismo e che sopperiscano all’impossibilità da parte dei servizi di intercettare e di far fronte con le proprie risorse al fenomeno sempre più minaccioso delle nuove povertà. “Osare” è stato selettivo rispetto alla scelta delle famiglie puntando sulla resilienza dei soggetti coinvolti, cioè sulla loro capacità di reagire e di uscire da momento critico con le proprie forze. Per questo motivo i criteri di accesso sono stati a “maglia stretta” (presenza di almeno una fonte di reddito nel nucleo; rapporto di fiducia dato dalla garanzia di almeno un’associazione referente per ciascuna famiglia). Seguendo questa linea operativa “Osare” è riuscito a disegnare intorno a loro progetti personalizzati e capaci di creare relazioni positive nella rete. Le famiglie entrano nel progetto attraverso un’associazione o un singolo volontario con il quale si è già instaurato un rapporto di conoscenza diretta. Questo volontario rappresenta, dunque, il candidato più adatto a diventare il loro tutor e, quindi, punto nodale delle relazioni di responsabilità e fiducia. Quest’ultimo elemento, la fiducia, è un altro punto cardine della relazione che si vuole creare, favorisce il clima necessario alla collaborazione, rompe le possibili resistenze che potrebbero nascere in questo tipo di rapporto e pone entrambi i soggetti coinvolti su un piano paritario di confronto e fiducia reciproca. Pensiamo che La Buona Vernice dovrebbe sostenere questo progetto perché con il vostro aiuto potremmo intercettare ed aiutare più famiglie e potremmo avvicinarci sempre di più alla nostra comunità ideale. Inoltre abbiamo in mente di sperimentare il co-housing, per farlo abbiamo bisogno di sostegno perché anche le idee più geniali da sole non possono camminare.

Perché pensi che l'organizzazione che rappresenti meriti di essere sostenuta?

Per due motivi: -perché oltre alla sua "mission", quindi all'accogliere e sostenere chi si trova in difficoltà accogliendo le famiglie nella grande casa "Torre Dei Campani", è stata promotrice e co-finanziatrice del Progetto "Osare" e della sua recente evoluzione"Osare di Più". -Perché da anni è un modello di accoglienza, solidarietà e ospitalità

Per saperne di più

Presentazione

Osare di Più 15_04_15